Continua la cura di disintossicazione dalla dipendenza da tubo catodico. Un buon rimedio è il cinema. O almeno così dovrebbe essere. Sono andato a vedere il film “Rec”. Mi ha lasciato molto perplesso. L’uso della telecamera a mano a quanto pare sta dilagando a Hollywood. Il capostipite è stato “The blair witch project”. Poi una pausa durata dieci anni circa. Poi è uscito il recente “Cloverfield”, quindi l’ultimo (per ora) della serie: “Rec”, di Jaume Balaguerò e Paco Plaza. Che dire. La storia è semplice, fin anche troppo. Una giornalista e il suo cameramen si precipitano – in cerca di scoop – sul luogo dove una anziana signora è rimasta bloccata, al seguito dei pompieri. Ben presto si scoprirà che la casa è infestata dai soliti zombies…
Se “The blair witch project” è stato una genialata, se “Cloverfield” aveva degli aspetti interessanti (un onesto tentativo di fare qualcosa di innovativo, anche se i risultati sono molto opinabili), “Rec” mi sembra un film veramente modesto. Il dubbio è che l’uso della tecnica di ripresa con la telecamera a mano sia il pretesto per dimenticarsi di avere un buon soggetto, una buona regia e degli attori decenti. Vedremo i prossimi film…
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