Archivio per Marzo 2008

Il pensiero di Pier Paolo Pasolini sulla televisione.

Posto un brano del’intervista fatta da Angela Molteni al grande regista Pier Paolo Pasolini, tratta da questo sito: 

«… una sera … stavo cenando in fretta, e i miei occhi non potevano non cadere sul “video” acceso, proprio davanti alla tavola … Ho realizzato solo dopo un po’ quello che stavo vedendo: due donne molto simili una all’altra, stavano facendo delle evoluzioni, d’una assoluta facilità, come due automi caricati a molle, che sanno fare solo quei due o tre gesti, capaci di dare una inalterabile e iterativa soddisfazione al bambino che li osserva. Due o tre mossucce idiote, incastonate in un ritmo, che voleva essere gioioso e invece era soltanto facile. A cosa alludevano quelle mossucce, quei colpetti di reni e quelle tiratine di collo? Non si capiva bene, ma certo a qualcosa di estremamente convenzionale comunque: a un’allegria collegiale e orgiastica, in cui la donna appariva come una scema, con dei pennacchi umilianti addosso, un vestituccio indecente che nascondeva e insieme metteva in risalto le rotondità del corpo, così come se le immagina, se le sogna, le vuole un vecchio commendatore sporcaccione e bigotto. Tutto ciò, che si presentava come leggero, era invece pesantemente volgare. La “disparità dei sessi” era sbandierata spudoratamente come una legge fatale e prepotente di un “sentimento comune”.

Insomma, già allora la televisione lasciava a desiderare. Su quello che accade oggi è meglio rifugiarsi in un dignitoso silenzio…

Rec.

Continua la cura di disintossicazione dalla dipendenza da tubo catodico. Un buon rimedio è il cinema. O almeno così dovrebbe essere. Sono andato a vedere il film “Rec”. Mi ha lasciato molto perplesso. L’uso della telecamera a mano a quanto pare sta dilagando a Hollywood. Il capostipite è stato “The blair witch project”. Poi una pausa durata dieci anni circa. Poi è uscito il recente “Cloverfield”, quindi l’ultimo (per ora) della serie: “Rec”, di Jaume Balaguerò e Paco Plaza. Che dire. La storia è semplice, fin anche troppo. Una giornalista e il suo cameramen si precipitano – in cerca di scoop – sul luogo dove una anziana signora è rimasta bloccata, al seguito dei pompieri. Ben presto si scoprirà che la casa è infestata dai soliti zombies…

Se “The blair witch project” è stato una genialata, se “Cloverfield” aveva degli aspetti interessanti (un onesto tentativo di fare qualcosa di innovativo, anche se i risultati sono molto opinabili), “Rec” mi sembra un film veramente modesto. Il dubbio è che l’uso della tecnica di ripresa con la telecamera a mano sia il pretesto per dimenticarsi di avere un buon soggetto, una buona regia e degli attori decenti. Vedremo i prossimi film…